Il libro indaga il rapporto millenario di donne e uomini rispetto al binomio guerra-pace. Sovrane, reggenti, compagne di condottieri, donne al seguito delle armate francesi, vivandiere, cantiniere, patriote risorgimentali raccontano di una presenza costante femminile, spesso legata alla sopravvivenza, senza rinunciare alla speranza della pace. Con la Grande Guerra le donne si dividono fra interventismo e pacifismo, ma il progetto politico di una organizzazione della pace si fa più netto. Il bellicismo fascista con il suo epilogo vede le donne militarizzate e la Resistenza partigiana che impugna armi per una futura Repubblica. Il libro analizza il dibattito che ha portato alla fine degli anni Novanta alla legge sul volontariato militare maschile e femminile terminando nell’Appendice con le Nobel per la Pace.