Il volume esamina le conseguenze giuridiche della sentenza Contrada c. Italia (n. 3), pronunciata dalla Corte EDU nel 2015, che ha accertato la violazione dell’art. 7 CEDU per imprevedibilità oggettiva del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. L’opera ricostruisce il principio di legalità penale convenzionale, la difficoltosa esecuzione della pronuncia nell’ordinamento italiano e la persistente resistenza delle giurisdizioni nazionali agli obblighi convenzionali. Particolare attenzione è dedicata ai numerosi tentativi di conformazione e alla questione dei cosiddetti “fratelli minori”, ossia degli imputati condannati in situazioni del tutto analoghe a quella propria del Contrada.