Bartolomeo Dotti (1648–1713) è stato un poeta di origine bresciana dalle vicende biografiche emozionanti e travagliate, la cui produzione si situa tra il gusto barocco e quello arcadico e spazia dal genere più propriamente lirico a quello satirico. Alcuni dei suoi componimenti sono relegati ad antiche edizioni a stampa, in frustrante attesa di un’edizione critica e commentata, o persino inediti, ancora immobilizzandoli lo stato manoscritto. Questo libro si propone, dunque, da un canto, di contribuire alla notorietà del Dotti, poeta minimo nel canone della letteratura italiana, fornendo la prima edizione di sei suoi sonetti ascrivibili alle Satire e presenti nei codici dell’Archivio provinciale dei cappuccini lombardi in Milano, dall’altro, grazie ad un meticoloso commento ai testi, di consegnare anche la seconda fase dottiana, quella satirica, al modo barocco, soprattutto a livello stilistico–formale (benché la critica accademica generalizzi questa fase sotto l’etichetta dell’Arcadia), facendo di lui un autore, per così dire, bifronte.