La giustizia civile non è più un binario unico che conduce inevitabilmente alla sentenza. È diventata un sistema di percorsi, nel quale mediazione, negoziazione assistita, arbitrato, strumenti tecnici di accertamento e processo convivono e comunicano tra loro. Questo libro non propone un catalogo di istituti né un’ideologia dell’ADR. Propone una grammatica della scelta. Muovendo dall’idea di sistema integrato di tutela, l’opera mostra come la qualità della giustizia dipenda sempre meno dallo strumento utilizzato in astratto e sempre più dalla capacità di individuare, per ciascun conflitto, la risposta più appropriata. La diagnosi differenziale del conflitto costituisce il criterio guida del percorso: comprendere la natura della controversia, il grado di incertezza, gli interessi coinvolti e il bisogno effettivo di tutela diventa il presupposto di ogni scelta responsabile. Il volume accompagna il lettore lungo i diversi percorsi della giustizia civile, mettendo in evidenza il valore delle transizioni tra gli strumenti, il ruolo dell’avvocato come progettista del percorso di tutela e quello del giudice come garante dell’appropriatezza delle soluzioni. Ne emerge una visione della giustizia civile come sistema integrato di tutela, nel quale la decisione giurisdizionale resta essenziale, ma non esclusiva. Perché non esiste lo strumento migliore in assoluto: esiste lo strumento appropriato, per quel conflitto, in quel momento, per quelle persone.