L’Autrice novantunenne racconta, sulla base dei ricordi rimasti vivi nella memoria, la sua vita di sfollata nel biennio bellico ’43-44, quando aveva 9-10 anni. Viene narrata la nuova vita: gli affetti positivi potenziati, la maturazione forzata, gli eventi straordinari, i piccoli avvenimenti quotidiani, le paure, le privazioni, gli scoraggiamenti, la solidarietà. Accanto a tutto questo emerge l’interiorità della bambina: quello che lei pensava, quello su cui rifletteva, i suoi turbamenti, la sua ricerca di qualcosa che l’aiutasse con la sua bellezza o positività a non sprofondare nel pessimismo, la persistenza della speranza.