I francescani viaggiarono in Asia dagli anni Quaranta del Duecento, in un’epoca in cui la conoscenza del continente era ancora legata al mito dell’Oriente fantastico sulla scorta della letteratura geografica degli autori latini. I frati entrarono in relazione con l’alterità religiosa sciamanica e buddhista e la documentarono nei loro scritti. La controparte laica dell’esperienza francescana è il viaggio di Marco Polo, cristiano al pari dei frati ma mosso da ragioni di carattere mercantile. Il presente studio indaga l’introiezione dell’alterità culturale sino-buddhista a partire da modalità percettive e narrative – quali analogia e straniamento – tra loro compresenti nei resoconti di viaggio.