Chi controlla il cibo controlla il futuro. È davvero possibile affidare la sicurezza alimentare mondiale alle sole logiche del mercato? Può esistere una democrazia pienamente sovrana senza la capacità di garantire l›approvvigionamento alimentare dei propri cittadini? Nell’era dell’intelligenza artificiale e dei dati, chi esercita il potere sulle filiere agroalimentari: gli Stati, i mercati o gli algoritmi? Questo volume nasce dal tentativo di rispondere a tali interrogativi, collocando il diritto agrario al centro delle grandi trasformazioni economiche, geopolitiche e tecnologiche del XXI secolo. Attraverso un percorso interdisciplinare che intreccia diritto, storia, economia, filosofia e tecnologia, l’autore ricostruisce l’evoluzione del rapporto tra cibo, potere e sovranità, dalle origini dell’agricoltura fino alle sfide dell’era digitale e globale. La tesi che attraversa l’opera è che il sistema agroalimentare mondiale stia progressivamente transitando da una logica prevalentemente globalizzata a una sempre più geopolitica, nella quale la sicurezza degli approvvigionamenti, la governance dei dati e la capacità degli Stati di garantire il diritto al cibo tornano ad assumere una rilevanza strategica. In questo contesto, il diritto agrario si conferma un osservatorio privilegiato per comprendere il rapporto tra cibo, potere e sovranità nel XXI secolo.