Perché miliardi di euro di Fondi Europei non hanno prodotto un impatto proporzionale sulla crescita economica italiana? Perché il Mezzogiorno, dopo trent’anni di programmazione comunitaria, resta ancora tra le regioni più povere d’Europa? Questo Manuale rappresenta una svolta radicale nell’approccio ai Fondi Europei. Per la prima volta, viene introdotta l’Economia ai Fondi Europei come disciplina autonoma, che studia il rapporto dei fattori Macro Economici e Micro Economici interagenti con il complesso sistema dei Fondi Europei. L’Economia ai Fondi Europei si fonda su modelli matematici che decodificano il concetto di “sviluppo addizionale” e misurano l’efficienza reale delle risorse comunitarie rispetto i tre principali aggregati economici dei territori beneficiari: PIL-Disoccupazione-Occupazione. Attraverso un’analisi ultradecennale delle Programmazioni 2007-2013, 2014-2020 e 2021-2027, compreso il PNRR, l’opera dimostra come l’ossessione per la certificazione della spesa abbia tradito i principi costituenti dei Fondi Strutturali. Il risultato? Oltre 300 miliardi di euro investiti con una crescita del PIL italiana ferma ai decimali. Il volume introduce per la prima volta modelli matematici di coefficiente di elasticità η che permettono alle Autorità di Gestione di prevedere ante-utilizzo l’impatto sui principali aggregati economici, superando l’approccio classico reo di risultati fallimentari. Un’opera che restituisce dignità scientifica a una materia troppo spesso ostaggio di logiche ideologiche, offrendo soluzioni concrete per invertire una tendenza devastante e trasformare i Fondi Europei da vincolo burocratico a leva strategica di sviluppo.